Categoria: salute

Il pensiero lineare

Not linear thinking theory
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Ogni qual volta che abbandoniamo un’attività per farne un’altra sprechiamo energia personale e ci disconnettiamo dalla sorgente.
Il buon senso ci dice anche che sprechiamo tempo e la connessione-disconnesione in tutte le sue forme (colleghi che ci interrompono, multi-tasking selvaggio o qualunque altra cosa rovini la vostra gestione del tempo) ci rende infelici.
Che il nostro cervello non sia fatto per il multi-tasking estremo lo dicono numerose ricerche nel campo delle neuroscienze che stanno studiando il fenomeno in costante crescita a causa di email, messaggi, notifiche, Facebook, Twitter e ogni altro social network.
La connessione-disconnessione è inevitabile in questo momento storico, a meno chè non decidiate di ritirarvi fuori dal mondo e condurre una vita più bucolica, ma le buone abitudini personali e professionali ci possono aiutare a ritrovare quell’equilibrio che può aumentare la nostra felicità.

Be fairly happy.

Angoli di autenticità

Ognuno dovrebbe potersi alzare la mattina e fare quello in cui crede e in cui è capace, a quel punto i soldi e la fatica vanno in secondo piano.

Si parla di realizzare qualcosa in cui investi te stesso, qualcosa che ha valore perché sei tu a darglielo. PUNTO. QUESTO È TUTTO.

Ed é anche applicare le proprie competenze per creare qualcosa di nuovo e interessante.

Ed anche investire e rischiare a proprie spese.

É pure uscire dalla propria confort zone, interrompere quel flusso maestro di azioni e di pensieri che ti fanno comportare e vivere sempre nello stesso modo. Perché essere ancora adesso la persona che eri 10 minuti fá? Magari é conveniente, magari no.

L’autenticitá é anche l’opportunitá che offriamo a noi stessi di essere veramente noi stessi. E tra chi non riesce a piegarsi ai ritmi di orari da scrivania imposti da altri e chi non vuole dipendere dalle decisioni di altri c’é l’affermazione di un’identitá propria.

La libertà di scegliere e decidere vale il rischio di perdere tutto? Si, se sali un gradino alla volta, senza la vertigine del pensiero che al termine della scala ancora non c’è niente, perché sei tu che lo stai costruendo. Bisogna essere creativi e aperti al mondo, per sopravvivere devi creare sinergie e relazioni, altrimenti sprofondi nella tua presunzione.

Non per forza dobbiamo tutti diventare startupper o imprenditori o manager, questa non è la nuova moda, e anche se fosse una moda finirebbe, è vita che si sceglie di intraprendere con tutto ciò che questo comporta. Capire dove si sta andando ed essere soddisfatti del proprio percorso, questo riguarda tutti, senza distinzione.

Quando sei sicuro che ciò che vuoi fare ha valore, é proiezione autentica di quello che sei, allora bisogna credirci e portarlo fino in fondo, senza fretta perché la risposta alla domanda meglio una mela oggi o un melo domani é scontata solo se capisci cosa voleva dire il poeta Pindaro con “diventa ciò che sei”.

Felicità in numeri

Come innovatore mi sono reso conto che l’innovazione tecnologica ha un impatto immediato sulla qualità della vita delle persone, ma tutto ciò viene percepito in modo diverso da individuo a individuo.
Nonostante un apparente diffuso benessere, le persone non sono felici, dimenticano spesso il passato e la storia, accettano tutto ma danno per scontato, perdendo di vista il senso di ogni cosa.
Finchè tutto è misurabile, consumo di energia, giorni di vacanze, ore di navigazione di internet e obiettivamente tutto ciò che le applicazioni iphone sono in grado di dirti, si riesce in qualche modo ad avere indici di soddisfazione e più in generale di felicità. Invece quando si passa ai sentimenti e alle sensazioni, un campo dove non ci sono applicazioni per misurarli, l’opinione pubblica scivola nel drammatico.