Digest di Gennaio: felicità al lavoro e innovazione sulla persone

Questo articolo è una selezione dei migliori post del mese scorso sulla felicità al lavoro e l’innovazione sulle persone con alcune personali riflessioni.

E’ sempre bello filosofare sulla felicità (al lavoro) ma è altrettanto bello sfidarci a migliorare noi stessi e le persone con cui lavoriamo. Nel lavoro quotidiano per migliorare le organizzazioni la difficoltà maggiore è cambiare il mindset già presente, uscire dalla zona di comfort in cui tutti stiamo comodi e fare dei miglioramenti. La felicità è prima di tutto una scelta personale e poi dell’intera organizzazione.

I temi che ho approfondito

L’employee experience può migliorare radicalmente la relazione azienda-dipendente. Progettare la migliore esperienza per un dipendente o collaboratore vuol dire prendere in considerazione tutte le iniziative di welfare, di benessere personale, di utilizzo della tecnologia e in generale di interazione tra la persona e l’azienda. I vantaggi del disegno di una buona employee experience sono molteplici: dall’employer branding, alla retention, alla talent acquisition. Approfondirò il tema ulteriormente in uno dei prossimi post.

Per dare una nuova prospettiva sulla felicità (al lavoro) ho parlato della felicità come una skill: tutti possono imparare ad essere più felici. Non è scritto nel DNA il nostro livello di felicità ma siamo noi responsabili e soprattutto si può imparare come qualsiasi altra competenza. Ringrazio Nicoletta Pulcina per aver sottolineato: “La felicità vista in quest’ottica è un dovere sociale, verso se stessi e verso gli altri poiché viviamo in un sistema basato sulle relazioni”.

E infine il primo podcast dedicato all’innovazione sulle persone di cui potete leggere i 12 principi qui. Ho intervistato Riccardo Rama de Tisi che usa cucina e creatività per migliorare la qualità delle aziende. Nei prossimi episodi intervisterò CEO ed executive che stanno facendo innovazione sulle persone in Italia. Se volete essere intervistati scrivetemi.

Imprenditori illuminati

Ci sono imprenditori illuminati anche in Italia. Certamente siamo il fanalino di coda di tante statistiche ma la nostra capacità e creatività imprenditoriale ha pochi rivali. In un’intervista al Corriere della Sera Leonardo Del Vecchio risponde così alla domanda “Chi è l’imprenditore oggi?”

Leonardo Del Vecchio: “Essere imprenditori oggi significa cogliere la semplicità delle azioni di fronte alla complessità dei mercati e alla crescente pressione competitiva. Credo, quindi, non si sia di fronte a un ritorno dei fondatori ma solo alla necessità delle aziende di quella imprenditorialità che i manager a volte non sanno esprimere”.

L’intervista completa qui – https://goo.gl/W0YLu1

Consigli in pillole

E’ un utilissimo promemoria per chi sta gestendo un team di lavoro assicurarsi che le persone stiano esprimendo il loro completo potenziale facendo attività che sanno fare bene e per cui hanno una predisposizione. Il contatto giornaliero con le attività e le preoccupazioni di un team permette di capire qual’è il ruolo più adatto ad ogni persona. E’ necessario portare un’onesta attenzione.

Questo gioco, suggerito da una collega di The CEO Magazine, è utile a tutti coloro che fanno innovazione in azienda o che la dirigono. Spesso altre industry possiedono business model che possono essere mutuati con successo in altri campi. Se volete lavorare sul vostro business model in maniera disruptive vi consiglio anche “destroy your business” dei cari amici di Goweekly.

Non c’è molto da dire. La non azione di procrastinare è uno dei peggiori mali in azienda e contribuisce all’infelicità dei singoli individui. Per fortuna è soltanto una cattiva abitudine e quindi può essere cambiata.

Casi di cultura aziendale

La cultura aziendale è importante, senza di essa non si ha una direzione chiara e univoca per tutti. Ho riportato alcune ispirazioni per chi volesse approfondire delle culture aziendali di valore.

“I dreamed of an enterprise with great opportunity for all who would join in it, a virile organization that would foster self-fulfillment and which would multiply the capabilities of the individuals comprising it beyond their mere sum”.

Questo diceva Bill Gore nel 1961, l’imprenditore che ha co-fondato la W.L. Gore, che ha inventato il Gore-tex. E’ un esempio di azienda che ha lavorato sulla cultura aziendale ancora prima che “cultura aziendale” fosse una parola di moda. Un dipendente ha detto “E’ un’azienda autentica. Non è apparenza e non è marketing strategy”. Nella foto i coniugi Gore.

Thai Leisure Group è uno dei maggiori operatori di ristorazione in UK. Il suo successo è dovuto a solidi valori:

HA DAO – Servizio a 5 stelle

SANOOK – Divertirsi (dentro e fuori)

SAMAKEE – Spirito di solidarietà con tutto il team

OW JAI SAI – Amare quello che fai e i tuoi clienti con il cuore

oltre ad un team impegnato e una struttura di management appassionata.

E infine la company culture di Netflix che è stato definito come il più importante documento della Silicon Valley. Un grande posto di lavoro è fatto da colleghi fantastici. Non importa la quantità e la qualità di iniziative che fate, è invece importante che attraggano e mantengano colleghi fantastici. La slide qui sotto ci dovrebbe far riflettere perché siamo tutti colleghi e non solo la persona di fronte a noi.

Pensieri dalla mia personale esperienza

La fiducia è uno dei valori che preferisco e che migliorano maggiormente un’azienda.

Tutti vogliono i talenti. Nessuno executive con cui ho parlato cerca persone di poco valore. La vostra organizzazione è pronta ad accoglierli e farli crescere?

Rendere visibili i risultati è un’azione a costo zero, come celebrare i successi. Quando le persone vedono i risultati del loro lavoro si sentono più motivati e soddisfatti.

Dati su cui riflettere e pillole per risolverli

Da un sondaggio condotto da Interact – https://goo.gl/Xa3Wp0 – il 69% percento dei manager si sente a disagio comunicando con i propri collaboratori e il 37% dice anche di essere a disagio quando deve dare i feedback.

Considerando che chiunque ha bisogno di feedback per lavorare meglio e che i manager dovrebbero comunicare costantemente con i propri collaboratori consiglio di:

  • imparare a dare i feedback, soprattutto siate specifici e date il contesto.
  • ascoltare è altrettanto importante. Fate spesso colloqui uno-a-uno per capire le loro preoccupazioni.

Gallup rivela in una ricerca https://goo.gl/sp0MsM quanto un capo incapace influisce negativamente sui collaboratori fino a farli lasciare l’azienda. I collaboratori sono infelici e questa infelicità viene portata a casa rendendoli più stressati e negativi con la famiglia. I lavoratori che hanno una manger che tiene riunioni regolari sono 3 volte più impegnati ed entusiasti nel lavoro.

Due consigli:

  • siate sempre facilmente avvicinabili e aperti ad ascoltare i bisogni.
  • siate chiari nelle aspettative e negli obiettivi. L’incertezza genera infelicità al lavoro.

Un sondaggio di Deloitte https://goo.gl/X2WQn9 evidenzia che molte aziende hanno problemi con i dipendenti che hanno un carico di lavoro troppo elevato. Eppure in molte cercano un work-life balance corretto per i propri collaboratori.

Alcuni consigli:

  • utilizzate la tecnologia per ridurre la complessità
  • date il buon esempio per aiutare i collaboratori
  • riducete le email del dopo lavoro. Ponete delle regole
  • tramite iniziative di welfare aiutate i vostri dipendenti a guadagnare più tempo per la propria vita

Infine per chi non avesse ancora provato ad essere più felice vi consiglio l’utilizzo della Happiness Map per facilitare la felicità personale, del team o dell’intera azienda. La potete scaricare gratuitamente. Serve soltanto la volontà di mettersi alla prova.

Corso pratico di 8 settimane sulla felicità

Seguitelo tutti i mercoledì. Lo consiglio a tutti: consulenti, manager, executive, team che vogliono migliorare e persone che vogliono mettersi alla prova. Per partire vi consiglio di leggere questo articolo: https://goo.gl/NU4fav. E’ essenziale:

  • stampare la mappa dell’articolo e preparare un posto per appenderla.
  • munirvi di pennarello e post-it.

La prima parte del corso è per un uso personale della mappa. Parlerò più avanti dell’uso in team o in azienda o con altre persone. Da domani portate attenzione alla vostra giornata e raccogliete informazioni su di voi per una settimana. A fine giornata quando i ricordi sono freschi fatevi le tre domande:

  • Cosa stavo facendo?
  • Con chi ero?
  • Che giorno e che ora era?

Scrivete le risposte su un post-it e attaccatelo nel mood e nel periodo di tempo giusto.

Se avete attaccato i post-it correttamente dovreste avere una mappa simile a quella sotto. E’ importante che abbiate considerato tutte le fasce orarie. Per i prossimi 7 giorni continuate a controllare il mood rispetto a quello che fate e scoprite se ci sono abitudini che non avete scritto.Riportatele sui post-it.Nel frattempo ripercorrete giornalmente quello che avete scritto sui post-it controllando se il mood di quello che avete riportato dalla settimana scorsa è corretto. Se due post-it hanno mood diverso ma gli stessi elementi, portate attenzione a cosa è cambiato.